Analizziamo un caso di cybersicurezza reale: un fabbricante realizza una macchina dotata di teleassistenza per consentire interventi rapidi da remoto
In questo scenario di cybersicurezza, dopo alcuni mesi dall’installazione, un parametro del PLC viene modificato durante un’attività di assistenza. La macchina continua a funzionare, ma una funzione di sicurezza non garantisce più il livello di prestazione previsto in fase di progettazione.
Fino a pochi anni fa, uno scenario di questo tipo sarebbe stato considerato principalmente un problema informatico. Dal 20 gennaio 2027, invece, con l’applicazione del Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, la situazione cambia. La cybersicurezza entra ufficialmente tra gli aspetti che possono influenzare la conformità e la sicurezza delle macchine.
Perché riguarda i fabbricanti?
Perché le macchine industriali sono sempre più connesse. Teleassistenza, VPN e accessi remoti, PLC collegati alla rete aziendale, aggiornamenti software…
Tutti questi strumenti offrono vantaggi significativi in termini di efficienza e manutenzione. Ma introducono anche nuove modalità attraverso cui una funzione di sicurezza può essere alterata, compromessa o resa inefficace.
La domanda che ogni fabbricante dovrebbe iniziare a porsi è semplice: una modifica software, un accesso remoto o un errore di configurazione potrebbero compromettere la sicurezza della mia macchina?

Quali indicazioni arrivano dal prEN 50742:2026?
Per supportare l’applicazione dei nuovi requisiti del Regolamento Macchine 2023/1230, è attualmente in fase di sviluppo la norma EN 50742 “Safety of machinery – Protection against corruption”.
La norma introduce il concetto di Security for Safety: l’obiettivo non è proteggere genericamente l’infrastruttura informatica dell’azienda, ma garantire che software, dati, reti e interfacce non possano compromettere le funzioni di sicurezza della macchina.
Sebbene la norma sia ancora in fase di sviluppo, la direzione intrapresa è già chiara. Gli aspetti di cybersicurezza dovranno essere valutati nell’ambito del processo di progettazione e dell’analisi dei rischi.
In particolare, i fabbricanti dovranno iniziare a considerare alcuni aspetti:
- quali componenti digitali possono influenzare la sicurezza della macchina;
- quali accessi remoti o connessioni possono modificare il comportamento del sistema;
- come vengono gestiti aggiornamenti software e modifiche ai parametri critici;
- quali scenari potrebbero compromettere una funzione di sicurezza a seguito di una modifica non autorizzata;
- quali misure adottare per ridurre tali rischi e come documentarle all’interno del fascicolo tecnico.
Perché è importante iniziare oggi?
Molte macchine attualmente in fase di progettazione saranno immesse sul mercato dopo il 2027. Aspettare l’entrata in applicazione del nuovo Regolamento Macchine 2023/1230 potrebbe significare dover intervenire successivamente su architetture software, procedure aziendali e documentazione tecnica già consolidate.
Invece, affrontare questi aspetti già oggi consente di integrare gradualmente con i nuovi requisiti all’interno del processo di progettazione.
Come possiamo aiutarvi
Advolo supporta i fabbricanti nell’analisi e nell’applicazione dei requisiti introdotti dal Regolamento Macchine (UE) 2023/1230.
Possiamo effettuare analisi preliminari dell’impatto del nuovo regolamento sui vostri prodotti, integrare gli aspetti di cybersicurezza all’interno dell’analisi dei rischi, valutare le connessioni e gli accessi remoti che possono influenzare la sicurezza aggiornare la vostra documentazione tecnica.
