La rumorosità delle macchine

Il Rumore nella Direttiva 2006/42/CE

La rumorosità è una caratteristica intrinseca della macchina che ogni fabbricante è tenuto a considerare durante la fase di progettazione, una scarsa considerazione di questo aspetto può portare alla realizzazione di un prodotto con alti rischi legati al rumore; il tema è affrontato nel Requisito 1.5.8 dell’Allegato I e cita:

“La macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti all’emissione di rumore aereo siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della possibilità di disporre di mezzi atti a limitare il rumore, in particolare alla fonte. Il livello dell’emissione di rumore può essere valutato in riferimento ai dati comparativi di emissione di macchine simili”.

La Direttiva ci richiede di progettare la macchina considerando i rischi legati al rumore perché un’esposizione prolungata dell’operatore ad alti livelli di rumorosità è causa di affaticamento e stress dell’operatore, di danni permanenti al sistema uditivo nonché sordità e a pericoli secondari generati da difficoltà di comunicazione e/o difficoltà di udire segnali di pericolo.

La Direttiva non parla di esposizione dell’operatore alla rumorosità della macchina ma bensì di emissione di rumore come caratteristica intrinseca della stessa, quest’ultima se rilevata in modalità e condizioni prestabilite può essere trattata come caratteristica tecnica del prodotto immesso sul mercato.

Il fabbricante è responsabile dei rischi legati al rumore prodotto dalla macchina.

D’altro canto, l’esposizione dell’operatore è un dato strettamente legato all’utilizzo della macchina e dipende dalle modalità, dall’ambiente di installazione, dalle caratteristiche del posto di lavoro, dal tempo di utilizzo della macchina durante la giornata lavorativa e dal rumore prodotto dalle altre sorgenti presenti nell’ambiente (tema trattato nella Direttiva 2003/10/CE).

Alcuni limiti di emissione acustica sono fissati, per alcune categorie di macchine, dalla Direttiva 2000/14/CE modificata dalla 2005/88/CE che regolano la rumorosità delle stesse se destinate a funzionare in ambiente aperto dove l’emissione di rumore della macchina assume un’importanza fondamentale ai fini dell’inquinamento acustico ambientale.

La Direttiva Macchine non impone limiti alle emissioni acustiche prodotte dalle macchine ma richiede la massima attenzione fin dalla progettazione per ridurle al minimo e questo porta il costruttore a dover svolgere un’attenta analisi dei rischi legati anche al tema della rumorosità; d’altra parte una macchina silenziosa è un prodotto al quale il mercato riconosce commercialmente un valore più alto.

Come dichiarare il valore di rumorosità?

La direttiva 2006/42/CE affronta anche il tema delle modalità con cui dichiarare i dati di rumorosità della macchina ricavati dagli specifici test; queste informazioni sono fornite dal Requisito 1.7.4.2 che alla lettera “u” cita:

“ciascun manuale di istruzioni deve contenere le seguenti informazioni relative all’emissione di rumore aereo:

1) il livello di pressione acustica dell’emissione ponderato A nei posti di lavoro, se supera 70 dB(A); se tale livello non supera 70 dB(A), deve essere indicato,

2) il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata C nei posti di lavoro, se supera 63 Pa (130 dB rispetto a 2  μPa),

3) il livello di potenza acustica ponderato A emesso dalla macchina, se il livello di pressione acustica dell’emissione ponderato A nei posti di lavoro supera 80 dB(A).”

Come si evince, all’interno delle istruzioni per l’uso, è richiesta la dichiarazione dei valori di rumorosità della macchina.

Tali valori devono sempre essere provati da un Test Report fonometrico che deve essere allegato al fascicolo tecnico della macchina.

Il test report, oltre che a riportare tutte le misurazioni eseguite, deve garantire la “ripetibilità” dei risultati e quindi deve contenere: le condizioni tecniche di prova, le condizioni ambientali e le incertezze legate ai dati dichiarati.

Come si può notare all’aumentare del livello di emissione della macchina aumenta l’attenzione verso il tema e vengono richieste informazioni più specifiche.

In particolare, se la pressione sonora della macchina al posto operatore (o in altre specifiche posizioni) supera gli 80 dB(A) è richiesta la dichiarazione della potenza sonora, parametro che caratterizza formalmente la macchina dal punto di vista acustico non essendo legato in alcun modo alla distanza dell’operatore.

Come misurare la rumorosità?

Esistono due serie normative di riferimento che forniscono delle procedure standardizzate per eseguire i test fonometrici:

  • Serie EN ISO 1120X con X = [0 – 5] che permettono di caratterizzare la macchina in termini di livello di pressione acustica al posto operatore o in altre specifiche posizioni;
  • Serie EN ISO 374X con X = [0 – 7] che permettono di caratterizzare la macchina in termini di potenza acustica (per assolvere al punto 3 del Requisito 1.7.4.2 lettera u).

In entrambi i casi le norme ci consentono di eseguire test con diversi gradi di complessità (Precision method = grade 1, Engineering method = grade 2, survey method = grade 3).

All’aumento della complessità del test sono associati valori più precisi.

Le norme contengono linee guida per la determinazione delle incertezze legate alle misure, l’incertezza deve essere dichiarata nel report fonometrico e all’interno del manuale secondo le disposizioni della norma EN ISO 4871:2009 (Dichiarazione e verifica dei valori di emissione sonora delle macchine e delle apparecchiature).

Il settore Acustica di Advolo S.r.l. composto da 2 Tecnici Competenti in Acustica (TCA) è specializzato nell’affiancamento alla progettazione acustica e nella realizzazione di Noise Test Report per diverse tipologie di macchinari industriali secondo i requisiti della Direttiva 2006/42/CE, per ogni tua esigenza non esitare a contattarci!

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